GIOVANNI BATTISTA BOTTERO

nato il 1822-12-16

A  NIZZA (FRANCIA) (F)

Deceduto il  1897-11-16

Collocazione
TOMBA FAMIGLIA (TORINO- CIMITERO MONUMENTALE)



Biografia

Nasce a Nizza il 16 dicembre 1822. Patriota, giornalista e deputato, si laurea in Medicina all’Università di Torino nel 1847, do ve ha come maestro l’anatomo-patologo Alessandro Riberi. Aderisce agli ideali del Risorgimento e nel 1848 fonda, insieme a Felice Govean, «L’Italiano - Gazzetta del Popolo» destinato a diventare il popolare quotidiano torinese «Gazzetta del Popolo», giornale di matrice laica e anticlericale le cui pagine accompagnano le più importanti tappe politiche e culturali delle battaglie risorgimentali. Consigliere comunale di Torino e deputato al Parlamento per sette legislature a partire dal 1855, è incaricato da Cavour in diverse missioni, tra cui l’organizzazione della guardia nazionale in Abruzzo nel 1861, alla vigilia dell’Unità d’Italia, in qualità di regio commissario del Governo ad Aquila. Alla morte di Cavour gli elettori lo eleggono nello stesso prestigioso 1° collegio di Torino. Promotore dell’associazionismo mutualistico operaio moderato, secondo i principi dell’unione e della fratellanza, sostenitore della nascita dell’Associazione Generale degli Operai di Torino, è inoltre, tra i primi e più importanti aderenti al movimento cremazionista torinese. Socio promotore della Società per la Cremazione di Torino a partire dal 1883, il suo giornale svolge un ruolo notevole nella diffusione delle idee cremazioniste facendo da cassa di risonanza alle varie iniziative e proposte del movimento. Giovanni Battista Bottero muore a Torino il 16 novembre 1897 all’età di 74 anni. Entrato oramai nell’agiografia risorgimentale, ai suoi funerali il corteo funebre è seguito da una folla imponente giunta da tutta Italia composta da deputati, senatori, consiglieri comunali, Associazioni democratiche, massoniche, mutualistiche e operaie. Avvenuta la cremazione nel Tempio Crematorio di Torino, le sue ceneri sono deposte nel Cimitero Monumentale di Torino, nell’area riservata ai Decurioni.