CARLO BERRUTI

nato il 1881-06-14

A  TORINO (TO)

Deceduto il  1922-12-18

Collocazione
CELLETTA CINERARIA (TORINO- CIMITERO MONUMENTALE SOCREM)



Biografia

Nasce a Torino il 14 giugno 1881. Diplomato in ragioneria, comincia il suo impegno politico avvicinandosi al movimento anarchico torinese e come collaboratore del giornale «L’Ordine», di cui diventa amministratore. Sorvegliato come 'sovversivo', emigra in Francia nel 1902 e si stabilisce a Lione dove continua a lavorare per il giornale e ad occuparsi di politica. In seguito alla partecipazione a una manifestazione viene arrestato ed espulso dalla Francia. Emigra quindi in Inghilterra, a Londra, dove collabora ai periodici «Rivoluzione sociale» e «La settimana sanguinosa», utilizzando lo pseudonimo Bruto. Dopo essersi trasferito a Ginevra, ritorna a Torino nel 1910 e trova lavoro come impiegato ferroviere. Qui aderisce alla politica del Partito Socialista e si presenta alle elezioni amministrative del novembre 1920 come candidato della frazione comunista, diventando consigliere comunale con più di 48.000 voti. Nel 1921 entra nelle file del neonato Partito Comunista insieme ad Angelo Tasca, Carlo Dante e altri 3 consiglieri comunali dei 18 eletti nelle liste del Partito Socialista. In questo periodo assume, inoltre, la carica di consigliere dell’Alleanza Cooperativa Torinese, ed è anche impegnato nel Sindacato centrale dei ferrovieri comunisti, diventando il più importante dirigente della sezione di Torino. Perseguitato dalle squadre fasciste di Brandimarte e De Vecchi, viene sequestrato e assassinato durante una cruenta rappresaglia contro i sindacalisti ferrovieri; il suo cadavere è rinvenuto nei pressi di Nichelino (Torino) il 18 dicembre 1922. Muore all’età di 41 anni e secondo le sue volontà espresse in vita, attraverso l’adesione alla Società per la Cremazione di Torino come socio aderente, la sua salma viene cremata il 29 dicembre, e le ceneri deposte presso il Tempio Crema torio. Dopo la metà degli anni Venti, l’omaggio floreale alla tomba di Carlo Berruti, in occasione dell’anniversario dei “fatti di Torino”, è ricordato da Aldo Garosci come una delle prime manifestazioni con cui alcuni giovani universitari antifascisti cominciano ad esprimere il loro dissenso verso il regime.